Dopo una prima fase di consolidamento del Consorzio, con le decisioni assunte dall'assemblea dei soci del 23 febbraio e del 30 giugno 2004, si è avviata la seconda fase di sviluppo del Consorzio. Questa seconda fase (ribadendo che la vocazione di FIT è e rimane quella di essere un polo specializzato sull'automazione che possa operare a tutto campo, in Provincia di Modena, in Regione Emilia Romagna, in Italia ed all'estero) prevede tre direttrici principali su cui il Consorzio intende muoversi:
1. L'E.Learning costituisce una formidabile risposta alle esigenze delle imprese e dei lavoratori in quanto è uno strumento di forte flessibilità anche se deve essere particolarmente accurato. L'esperienza condotta con la FAD interattiva sarà ulteriormente potenziata ed affinata, costruendo uno strumento agile ed affidabile che, opportunamente integrato con attività tradizionali, consente di rispondere alla pressante esigenza di qualità tecnica in altro modo difficilmente ottenibile. 2. La formazione Superiore e gli IFTS sono la soluzione formativa adeguata per la realizzazioni di professionalità medio alte le quali costituiscono il principale “bersaglio” di FIT ma anche il maggior punto di sofferenza per l'industria emiliano romagnola e nazionale. Il Consorzio, in questo ambito, ha precorso i tempi e deve potersi candidare a diventare una struttura specialistica in particolare relativamente agli IFTS, mettendo a frutto la notevole esperienza accumulata e l'importante know-how posseduto. 3. Particolare attenzione è, poi, dedicata alla formazione degli occupati, alla riconversione e riqualificazione, nonché all'aggiornamento tecnico degli stessi. In tal senso, il Consorzio svilupperà ulteriormente la propria azione sia usando risorse pubbliche che frequentando in maniera consistente il mercato privato. A tal proposito, il Consorzio cercherà, sia attraverso le aziende di lavoro interinale, che in rapporto diretto con le singole imprese, di far crescere in maniera rilevante il segmento di formazione continua, che costituisce un primario segmento di riferimento per il Consorzio. Tutto ciò premesso, è in forte sviluppo la divisione “Mercato” del Consorzio, investendo risorse pregiate sia per l'attività commerciale e di marketing, sia per quella progettuale, adottando metodiche che si basino, ove possibile, su Piani Diffusi Aziendali, o comunque su metodiche analoghe. Compito della Divisione “Mercato”, è anche quello di monitorare costantemente il mercato e ne individui fabbisogni e potenzialità, orientando tutta l'attività consortile ed usando strumenti verificati e strutturati. Da ultimo, ma non certo per importanza, il Consorzio FIT opererà sui mercati nazionali ed esteri. Una struttura specializzata come si configura essere il Consorzio FIT, infatti, ha necessità di spaziare su ampi orizzonti di mercato non limitando il territorio sul quale operare. E' evidente che la principale attenzione va rivolta alla realtà emiliano romagnola, ma la globalizzazione dei mercati e la salda vocazione all'export di gran parte della nostra industria spinge a ritenere importanti i mercati stranieri nei quali l'esperienza ed il know-how del Consorzio possono essere competitivi. In questo ambito alcune aree geografiche appaiono più promettenti di altre e su queste si concentra la nostra attenzione prioritaria. In tal senso, il primo ambito di sviluppo per FIT, non può che essere quello costituito dai Paesi rivieraschi del Mediterraneo che presentano potenzialità importanti costituendo, anche, il primo bacino di provenienza di immigrati extracomunitari nel nostro Paese. Analogamente, diversi Paesi del Sud America (Argentina in testa) costituiscono altrettante opportunità di intervento per il Consorzio che sia attraverso le numerose comunità italiane residenti, sia direttamente può candidarsi a realizzare attività di trasferimento di buone prassi, di conoscenze, di metodiche formative oltre che di vere e proprie attività formative. Lo sviluppo del Consorzio in campo nazionale sarà particolarmente teso a frequentare le Regioni del Sud Italia, sia perché destinatarie di importanti risorse finanziarie pubbliche, sia perché potenziale bacino di professionalità pregiate mancanti nella nostra realtà ed invece disponibili, almeno potenzialmente, nelle regioni meridionali.