Pochi giorni or sono, commentando un sondaggio condotto tra le imprese associate, il Presidente dell'API di Modena, osservava un dato apparentemente sconcertante costituito dal giudizio severo espresso dalla quasi totalità delle imprese intervistate ed associate alla sua organizzazione sulla rappresentatività delle stesse e sul crescente scollamento tra le associazioni rappresentative e la base sociale.
In parole povere, le imprese lamentavano una crescente distanza tra le loro istanze ed esigenze e quanto effettivamente promuovevano le associazioni di categoria.
Se pensiamo che questo sondaggio è stato condotto tra imprese associate, per di più ad una associazione di categoria piuttosto attiva, possiamo ben comprendere come il fenomeno dello scollamento tra rappresentati e rappresentanti, non sia solamente un problema drammatico della politica.
Senza voler enfatizzare alcunché vorremmo partire, da questo dato (anche per evitare la facile accusa di partigianeria politica), perchè esso costituisce un campanello d'allarme fortissimo per la nostra società ed evidenzia la necessità di una importante correzione di rotta rispetto a schemi tradizionali, oggi inevitabilmente datati e superati
Leggi i precedenti numeri di "Cosa bolle in pentola?":
1. Niente di nuovo sul fronte regionale
2. Di buone intenzioni sono lastricate le vie dell'inferno?
3. Ascoltare va bene sentire non serve
5. La misura comicia ad essere colma
6. Che fine hanno fatto i corsi obbligatori per i cassaintegrati?





